FRONTPAGE IT

ORARI DI APERTURA

Alte Pinakothek
Tutti i giorni tranne LU 10.00 - 18.00
MA 10.00 - 20.00

Neue Pinakothek
Tutti i giorni tranne MA 10.00 - 18.00
ME 10.00 - 20.00

Pinakothek der Moderne
Tutti i giorni tranne LU 10.00 - 18.00
GI 10.00 - 20.00

Museum Brandhorst
Tutti i giorni tranne LU 10.00 - 18.00
GI 10.00 - 20.00

Sammlung Schack
ME-DO 10.00 - 18.00
Ogni 1o e 3o ME del mese, apertura serale fino alle 20.00 

Orari di apertura nei giorni festivi
Capodanno:  tutti gli edifici aperti
Epifania:  tutti gli edifici aperti
Martedì di Carnevale:  tutti gli edifici chiusi
Venerdì santo:  tutti gli edifici aperti
Domenica di Pasqua:  tutti gli edifici aperti
Lunedì di Pasqua:  tutti gli edifici aperti
1o maggio (Festa del Lavoro):  tutti gli edifici chiusi
Ascensione di Gesù:  tutti gli edifici aperti
Domenica di Pentecoste:  tutti gli edifici aperti
Lunedì di Pentecoste:  tutti gli edifici aperti
Corpus Domini:  tutti gli edifici aperti, tranne la Sammlung Schack
Assunzione di Maria: Neue Pinakothek  aperta, tutti gli altri edifici chiusi
Giorno dell’unità tedesca:  tutti gli edifici aperti
Giorno di tutti i Santi:  tutti gli edifici aperti, tranne la Neue Pinakothek  e la Sammlung Schack
Vigilia di Natale:  tutti gli edifici chiusi
Natale:  tutti gli edifici chiusi
Giorno di Santo Stefano:  tutti gli edifici aperti
San Silvestro:  tutti gli edifici chiusi

PREZZI DI INGRESSO

Alte Pinakothek (Antica Pinacoteca)
Prezzi ridotti durante la chiusura per risanamento energetico 2014-2018
Collezione permanente
4 Euro | prezzo ridotto 2 Euro
Ingresso di domenica: 1 Euro

Neue Pinakothek (Nuova Pinacoteca)
Collezione permanente
7 Euro | prezzo ridotto 5 Euro
Ingresso di domenica: 1 Euro

Pinakothek der Moderne (Pinacoteca d’Arte Moderna)
10 Euro | prezzo ridotto 7 Euro
Ingresso di domenica: 1 Euro

Museum Brandhorst (Museo Brandhorst)
7 Euro | prezzo ridotto 5 Euro
Ingresso di domenica: 1 Euro

Sammlung Schack (Collezione Schack)
4 Euro | prezzo ridotto 3 Euro
Ingresso di domenica 1 Euro
In occasione di mostre speciali potrebbero essere applicati prezzi differenti.

Biglietto giornaliero 12 Euro (Pinacoteche, Museum Brandhorst, Sammlung Schack)
Biglietto di gruppo (fino a 5 persone) 29 Euro (Pinacoteche, Museum Brandhorst, Sammlung Schack)
Le mostre speciali non sono comprese.

Ingresso gratuito per bambini e giovani al di sotto di 18 anni, studenti di arte, storia dell’arte, scienze dell’arte e pedagogia dell’arte, classi scolastiche, bambini in età prescolare, gruppi scolastici e giovanili dei Paesi membri dell’UE (se accompagnati dal personale docente o da supervisori).

Arrivo

Potrete raggiungere le Pinacoteche e il Museo Brandhorst in:

Tram
Linea 27:  fermata Pinakotheken

Metro
U2:  fermate Königsplatz o Theresienstraße
U3 | U6:  fermate Odeonsplatz o Universität
U4 | U5:  fermata Odeonsplatz

Autobus
Linea 154:  fermata Schellingstraße
Linea 100 (linea del museo):  fermata Schellingstraße
Linea 100 (linea del museo):  fermata Maxvorstadt/Collezione Brandhorst 

Si consiglia di arrivare con i mezzi di trasporto pubblici in quanto non sono disponibili parcheggi nelle dirette vicinanze dei musei.

Autobus da viaggio
Davanti alla Nuova Pinacoteca sono disponibili due parcheggi per autobus. Tra le ore 10 e le 20, il tempo di parcheggio (con disco orario) è limitato a due ore. 

Alla Collezione Schack è possibile arrivare in

Autobus
Linea 100 (linea del museo):  fermata Reitmorstraße/Schack Galerie

Tram
Linea 17:  fermata Nationalmuseum

Si consiglia di arrivare con i mezzi di trasporto pubblici in quanto non sono disponibili parcheggi nelle dirette vicinanze dei musei.

La nostra cartina della zona (PDF, 56 KB) fornisce una panoramica delle diverse possibilità di arrivo.

PRENOTAZIONI VISITE GUIDATE/REGISTRAZIONE VISITE DI GRUPPO

Gentile visitatore,

il museo può metterla in contatto con una guida per la sua visita guidata. È possible scegliere tra una varietá di temi specifici, visite introduttive o visite a mostre temporanee. La richiesta per una visita guidata va fatta compilando il nostro MODULO DI PRENOTAZIONE in lingua inglese.

Troverete sempre in lingua inglese, tutte le ulteriori informazioni necessarie QUI.

I gruppi vanno registrati anche se non si desidera una vista guidata.

Grazie mille!

Contatto Servizi Visitatori | Art Education
Barer Straße 29, 80799 München
Tel.: +49 (0)89 23805-284
Fax: +49 (0)89 23805-251
E-Mail: booking@pinakothek.de

Alte Pinakothek

Pietre miliari della pittura europea: l’Antica Pinacoteca presenta una densità di lavori unici, che mostrano l’evoluzione dell’arte dal Medioevo al Rinascimento, fino all’età barocca e alla fine del Roccocò. La collezione comprende oltre 700 opere d’arte delle epoche di grande splendore della pittura tedesca, fiamminga, olandese, francese, italiana e spagnola. L’edificio classicista di Leo von Klenze (costruito nel 1836), pionieristico per l’architettura europea del museo, offre un quadro di questo tesoro dell’arte occidentale.

Nota: da metà febbraio 2014, per motivi di risanamento energetico, alcune sezioni potrebbero essere temporaneamente chiuse al pubblico.

Albrecht Dürer (1471-1528)
Autoritratto con pelliccia (1500)
Legno di tiglio (Tilia sp.), 67,1 x 48,9 cm
Acquistato nel 1805 dalla Direzione Centrale della Pinacoteca, no inv. 537

Capolavoro Alte Pinakothek

In questo dipinto, il giovane ventottenne crea un’immagine insolita della storia del ritratto. Sia la frontalità che l’elevato grado di idealizzazione ricordano le rappresentazioni di Cristo ma entrambi gli aspetti vanno senz’altro ricondotti anche agli studi sulle proporzioni umane, iniziati da von Dürers in questo periodo. Lo sguardo acuito e la mano creativa, strumenti dell’artista, fanno di questo dipinto l’immagine interpretabile di un programma artistico mentre l’iscrizione latina appena traducibile, pone l’accento sulle caratteristiche materiali del pittore: “Così io, Albrecht Dürer da Norimberga, sono riuscito a ritrarmi con colori caratteristici nei miei 28 anni”.

Neue Pinakothek

«Da Goya a Picasso» recita il motto della Nuova Pinacoteca. Verso la metà del XIX secolo, re Ludwig I fondò la Nuova Pinacoteca, il primo museo pubblico in Europa da dedicare esclusivamente all’arte contemporanea. Qui si trovano i lavori principali del classicismo romantico, dello stile Liberty e dell’impressionismo ma anche di nazareni, Deutsch-Römer (tedeschi residenti a Roma) e dei grandi pionieri dell’età moderna. Dopo la distruzione portata dalla II Guerra Mondiale, l’architetto Alexander von Branca progettò l’attuale edificio, inaugurato nel 1981.

Vincent van Gogh (1853-1890)
Girasoli (1888)
Olio su tela, 92,0 x 73,0 cm
1912, acquisito come donazione anonima nell’ambito della Tschudi-Spende, no inv. 8672

Capolavoro Neue Pinakothek

Vincent van Gogh fece di questo quadro, dipinto nell’agosto nel 1888 e pervaso da colori luminosi e da un’atmosfera di serenità, il gioiello del suo Atelier di Arles, in cui desiderava dipingere insieme a Paul Gaguin. Con semplicità e su un’ampia superficie, il pittore raffigura vaso, fiori, una base di supporto e lo sfondo. Il turchese ghiaccio sullo sfondo consente una straordinaria accentuazione delle tonalità gialle e marroni. I fiori risvegliano l’idea della Provenza d’estate e della vita incandescente (nel vero senso del termine) condotta da van Gogh. Il fiore rappresenta il sole, simbolo di vita, che l’artista propone qui come in altre opere.

La forma semplice e i colori forti ricordano le stampe giapponesi, evidenziando così un legame con il cloisonnisme della cerchia di Gauguin. La Francia Meridionale, che van Gogh percepiva in senso lato come “Giappone”, era per lui il luogo in cui era possibile vivere una vita felice. Così anche i “Girasoli” trasmettono questa convinzione.

Il dipinto ospitato a Monaco di Baviera non è l’unica versione dei “Girasoli” dipinti da van Gogh ma è certamente una delle più importanti. L’artista considerava questa versione complementare a quella esposta alla National Gallery di Londra. In seguito pensò di utilizzare due dipinti di girasoli ne “La Berceuse”, per creare una cornice particolarmente festosa. Nacque così un trittico.

Pinakothek der Moderne

Con 4 importantissimi musei riuniti sotto lo stesso tetto, la Pinacoteca d’Arte Moderna è uno degli edifici dedicati a arte, architettura e design del XX e del XXI secolo più grandi al mondo.

Quattro musei indipendenti riuniti sotto il tetto della Pinacoteca d’Arte Moderna: la Collezione d’Arte Moderna delle Collezioni di pittura dello Stato di Baviera, la Nuova Collezione: il Museo Design, il Museo d’architettura della Technischen Universität di Monaco di Baviera e la Collezione grafica statale di Monaco di Baviera.

L’orientamento interdisciplinare della Pinacoteca d’Arte Moderna presenta un insieme di musei indipendenti ma comunque pezzi complementari di uno stesso contesto culturale. L’architettura di questo generoso edificio con rotonda vetrata invita ad un’esplorazione delle relazioni, ottenendo nuove e sorprendenti impressioni. 

Max Beckmann (1884-1950)
Autoritratto in nero (1944)
Olio su tela, 95 x 60 cm
no inv. 10974
Copyright: VG Bild-Kunst, Bonn 2016

Capolavoro Pinakothek der Moderne

Nel 1937 Beckmann emigrò ad Amsterdam, dove lavorò con grandi difficoltà anche durante l’occupazione tedesca. Questo autoritratto nasce a cavallo tra il 1943 e il 1944. L’artista si presenta altezzoso e fiero ma con un volto mascherato da un’incomprensibile rigidezza. L’abito formale color nero funge solo da attributo ma non simboleggia  nessuna situazione reale. L’artista si presenta come carattere sociale distaccato e inaccessibile e, al contempo, come una forma nera che chiude formalmente la composizione all’occhio dell’osservatore. Questo aspetto viene ulteriormente rafforzato dal braccio in posizione angolare a mo’ di barriera e dallo schienale della sedia. Tra i vari autoritratti dell’artista, questo è probabilmente uno dei più aspri, perché non solo tutela l’aggressività ostentata da una controparte ostile ma aliena anche se stesso. Anche con un reale travestimento, Beckmann non avrebbe potuto apparire più distante di quanto non sia in questa evidente veste “quotidiana”. Questo suo tragico atteggiamento di rigidità si dissolve parzialmente con l’emigrazione in America e con la libertà esterna ad essa legata.

Museum Brandhorst

Il Museum Brandhorst, situato nelle dirette vicinanze delle Pinacoteche, fu inaugurato nel 2009 come la più giovane istituzione delle Collezioni di pittura dello Stato di Baviera e integra la Kunstareal di Monaco di Baviera con un’impressionante collezione d’arte moderna e contemporanea. Caratterizzano il Museo di Bradhorst nella Kunstareal di Monaco di Baviera un’architettura spettacolare e due significativi complessi di opere di Andy Warhol e Cy Twombly, oltre ad altri lavori di Sigmar Polke, Gerhard Richter, Mike Kelley, Bruce Nauman, Damien Hirst, ecc.

Interno del Museo Brandhorst con il Ciclo Lepanto di Cy Twombly
Foto: Sibylle Forster © Museum Brandhorst

Capolavoro Museum Brandhorst

L’artista che influenza la Collezione Brandhorst è l’americano Cy Twombly, nato nel 1928 a Lexington/Virginia e morto il 2011 a Roma. Dopo aver conseguito degli studi d’arte in diverse università, frequentò per breve tempo il Black Mountain College, per poi intraprendere un viaggio in Europa e nel Nordafrica insieme a Robert Rauschenberg. Da allora, Twombly si occupò dell’area mediterranea, che divenne una delle sue principali fonti di ispirazione.

L’arte di Twombly presenta come nessun’altra un legame sensibile e lirico tra immagine e testo. Oltre a Robert Rauschenberg e Jasper Johns, Twombly è il maggiore rappresentante della generazione che sostituì l’espressionismo astratto. Come i suoi due colleghi, anche lui riuscì a dare avvio ad una nuova e significativa epoca, non solo per l’arte americana, e a sviluppare un linguaggio di immagini molto influente e unico nel suo genere.

L’opera monumentale di Twombly, “Lepanto” (2001), composta da 12 quadri, è esposta permanentemente in una sala centrale del museo, strutturata come desiderato dall’artista. Con oltre 170 opere, di cui dipinti, sculture e disegni, di diversi periodi creativi, la Collezione Brandhorst offre una panoramica sull’evoluzione artistica di questo straordinario artista e risulta così la collezione più significativa al di fuori degli USA, paragonabile solo alla Cy Twombly Gallery della Menil Collection di Houston/Texas.

Sammlung Schack

Con circa 180 dipinti di artisti tedeschi, tra cui Böcklin, Lenbach, Spitzweg e Feuerbach, la Collezione Schack è uno dei musei più importanti per la pittura tedesca del XIX secolo. Fu creata da Adolf Friedrich Graf von Schack (1815-1894) ed è rimasta autentica fino ai nostri giorni. La Collezione Schack diventa così un’importante testimonianza delle collezioni d’arte in Germania, oltre che un museo unico del tardo-romanticismo.

Arnold Böcklin (1827 – 1901)
Tritone e Nereide (1874)
Olio su tela, 105,3 x 194,0 cm
© Bayerische Staatsgemäldesammlungen, Monaco di Baviera – Collezione Schack

Capolavoro Sammlung Schack

Tritone e Nereide è l’ultimo dipinto di Böcklin commissionato da Schack. Il tema rimanda ancora una volta all’antica mitologia. Le creature del mare sono presentate in una costellazione tesa dal punto di vista psicologico, che lascia ampio spazio a speculazioni sui rapporti tra i singoli personaggi. Tritone è il figlio di Poseidone e Anfitrite, un essere ibrido, con la parte superiore del corpo umano e una coda di pesce. Böcklin lo presenta come un essere selvaggio con la barba, che rivolge all’osservatore il suo dorso peloso mentre soffia in una maestosa conchiglia. Nereide, una delle figlie del dio del mare Nereo, viene raffigurata come una vergine con lunghi capelli castani e occhi scuri, distesa sullo scoglio con fare lascivo. È nuda, solo un sottile velo rosso le copre le gambe. Come per un capriccio improvviso, si volge verso un potente serpente del mare, emerso dalle onde dinanzi a lei. Il paesaggio è ampio e cupo. Il cielo, avvolto da nubi scure e bluastre, si fonde impercettibilmente in uno spumeggiante mare grigio-nero, i cui delicati spruzzi d’acqua vengono raffigurati dall’artista con grande maestria. I personaggi si trovano per tutta la loro esistenza in questa grandiosa natura senza fine. Böcklin non consente un’interpretazione conclusiva della scena raffigurata. L’acqua come sorgente di vita, alcune delle creature appartenenti a questo elemento e la tensione erotica tra i sessi lasciano allo spettatore ampio spazio per le associazioni.

Contatto

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E-Mail: info@pinakothek.de or buchung@pinakothek.de

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